Mercato Lattiero-Caseario

IL MERCATO LATTIERO-CASERIO QUESTA SETTIMANA –  A cura di Lorenzo Petrilli ed Emanuela Denti 
 
(10/01/20) 
 
- Mercati tornati ad essere operativi dopo due settimane in cui gli stranieri sono stati più vacanzieri di noi italiani. Logicamente con la riapertura dei mercati la situazione è invertita, con latterie che non sono più tenute a trovare una destinazione per la merce che non riescono a lavorare e che quindi subito chiedono dei rialzi, con la crema che oscilla tra 1,70 e 1,75 €/kg, il latte crudo a 0,40 €/kg, lo scremato a 0,23 €/kg. I suddetti prezzi sono intesi franco arrivo merce Nord Italia.
Mercato nazionale caratterizzato da pochissima domanda finale con addirittura quelli che normalmente sono importanti compratori che diventano venditori. Con un mercato tale chi si mette a cercare merce paga i prezzi del bollettino, chi invece aspetta che gli venga offerta spunta 0.38 €/kg per il latte crudo e per la crema nazionale di qualità prezzi tra 1,65 e 1,70 €/kg. Con tali prezzi è stato privilegiato l’acquisto di merce nazionale piuttosto di quella estera.
Latte scremato nazionale abbastanza in linea con quello estero.
 
- I bollettini del burro di Kempten, dopo due settimane di chiusura, riaprono lasciando il burro invariato, 3,55 €/kg il minimo e 3,65 €/kg il massimo. I francesi, da veri stakanovisti, ufficialmente hanno sempre quotato ma comunque sempre a prezzo invariato, 3,60 €/kg. L'Olanda ha fatto un solo giorno di chiusura e ha riaperto mercoledì con un ribasso di € 0,04, per cui da 3,59 €/kg il nuovo prezzo è 3,55 €/kg. La media di questi tre bollettini è 3,583 €/kg.
Bisogna dire che il mercato reale è posizionato su 3,60 €/kg partenza, quindi in linea con i bollettini. Poca offerta di burro di siero intorno a 3,30 €/kg. Tutti i compratori sia del latte in polvere che del burro si domandano quali saranno i futuri sviluppi del mercato, ma alla fine sono talmente tante le variabili per cui diventa molto difficile poter trovare una risposta a queste domande. 
 
- Il bollettino di Kempten per quanto riguarda il latte in polvere segna un rialzo per l'uso alimentare, invariato l'uso zootecnico e il latte intero. Il bollettino olandese segna un ribasso per l'intero e lo zootecnico, invariato l'uso alimentare. La Francia, come la Germania, segna un aumento per l'uso alimentare e lascia invariate le altre voci. 
Il mercato invece è ben più vario, con offerte per merce di buona qualità intorno a 2.700 €/Tons franco arrivo, ma vi sono anche latterie che chiedono per lo stesso prodotto ben 2.800 €/Tons o addirittura 2.820 €/Tons. Normalmente è difficile trovare differenze di prezzo  di ben 120 €/Tons. 
 
- In Germania, il siero in polvere per uso zootecnico stabile, in ribasso quello per uso alimentare. In Olanda invariato, in Francia invece in ribasso quello per uso zootecnico. 
Sono molte le voci che dicono di grossi stock di siero in polvere 
 
- I bollettini europei dei formaggi sono rimati invariati.
In Italia, quotazioni stabili nelle principali Borse Merci.
 
 
Import Cina
Anche se le relazioni USA-Cina rimangono incerte, si auspica un recupero delle importazioni cinesi dagli USA nel 2020 in seguito all'”Accordo di fase” approvato prima delle vacanze.
Le importazioni cinesi di prodotti lattiero-caseari sono aumentate dell'11,4% genn-nov.'19/genn-nov.'18 in termini di valore (USD).
Le importazioni di WMP hanno continuato a crescere a novembre segnando un +56% rispetto a novembre 2018. Ciò porta ad un +26,5% genn-nov.'19/genn-nov.'18; il 93% della merce proviene dalla Nuova Zelanda.
Per il secondo mese consecutivo, le importazioni di SMP sono diminuite, -17,7% nov.'19/nov.'18, ma sono ancora molto positive per la somma degli 11 mesi del 2019 (+22% rispetto allo stesso periodo 2018). Il 41,8% dell'SMP proviene dalla Nuova Zelanda (+8,8%), il 36,9% dalla UE (+209,3%), il 12,7% dall'Australia (+31,7%)e il 4,6% dalla Bielorussia (+53,8%). 
A causa dell'epidemia di peste suina, l'import di siero di latte in polvere continua a calare, -8,8% nov.'19/nov.'18, ma più lentamente rispetto al primo semestre 2019.
Le importazioni di formaggio sono aumentate del 20% nov.'19/nov.'18 e del 7,1% genn-nov.'19/genn-nov.'18 . Dopo 11 mesi di calo, a novembre l'import di burro è aumentato triplicando i volumi (+156%, 9.835 tonnellate); ciononostante, negli undici mesi del 2019 il quadro è ancora molto negativo (-32,4% genn-nov.'19/genn-nov.'18).
Dopo un rallentamento di due mesi, le importazioni di infant formula sono aumentate del 13,2% nov.'19/nov.'18, portando +9,6% genn-nov.'19/genn-nov.'18. La UE è di gran lunga il principale fornitore (70%) seguito dalla Nuova Zelanda. 
In continua crescita sia il latte liquido, + 7% nov.'19/nov.'18 e + 36,8% genn-nov.'19/genn-nov.'18, che la crema, + 17,5% nov.'19/nov.'18 e +29,7% genn-nov.'19/genn-nov.'18. La UE e la NZ sono i principali fornitori di entrambi i prodotti.
Le altre importazioni a novembre, rispetto allo stesso mese 2018, sono state: lattosio -12,6%, prodotti fermentati +6,2%, WPC -25,1%, butteroil +10,4%, caseina/ati -11,4%.
 
Import Giappone
Le importazioni giapponesi a novembre sono calate per quasi tutti di prodotti lattiero-caseari. 
L'import di formaggio è diminuito del 10,3% nov.'19/nov.'18, ma resta comunque positivo nell'anno, +5,8%  genn-nov.'19/genn-nov.'18
Le importazioni di burro continuano ad aumentare, +57,8% genn-nov.'19/genn-nov.'18 con oltre 22.000 tonnellate, e +3,9% nov.'19/nov.'18.
A novembre, le importazioni di lattosio, latte scremato in polvere e siero di latte sono diminuite, rispettivamente -18,5%, -7,2% e -4,3%.